L’Innocente fu accolto in maniera molto tiepida in Italia, sia da parte del pubblico della critica, riscuotendo invece in immediato e clamoroso successo all'estero, ed in particolar modo in Francia. Tutto il romanzo, narrato in prima persona, è la confessione di un infanticidio. Il protagonista, Tullio Hermil, è un giovane esteta vittima di una sensualità disperata che lo spinge a tradire più volte la moglie Giuliana. Le continue infedeltà del marito spingeranno Giuliana ad intrecciare una relazione con uno scrittore dell'epoca, certo Filippo Arborio. In seguito ad una grave malattia della moglie Tullio tenta un riavvicinamento che non riuscirà, anche a causa della scoperta che Giuliana aspetta un figlio, frutto della relazione con l'Arborio. Una grave malattia di Giuliana spinge Tullio a tentare un riavvicinamento con la moglie. Consapevole che il tradimento di Giuliana è stato in gran parte causato dall'averla a lungo trascurata, Tullio decide di perdonare la moglie. Ma il suo odio si scaricherà però sul nascituro, che sarà poi accolto dalla famiglia come il sospirato erede. Durante la gravidanza della moglie nella mente di Tullio matura la folle intenzione, anche con il tacito assenso di lei, di sopprimere "l'intruso". E una d'inverno lui provocherà la morte del piccolo Raimondo esponendolo alla fredda aria invernale. Soltanto dopo un anno Tullio confesserà il suo delitto. Ma questa confessione non sarà fatta in un tribunale, ma sulle pagine di quello che diventerà uno tra i più celebri romanzi di D'Annunzio: "L'innocente". Influenzato dalla grande letteratura russa, il romanzo è di fondamentale importanza per la comprensione di un autore che ha influenzato fortemente la letteratura e la vita politica e sociale dei primi decenni del 20° secolo.
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