La figlia del capitano e Storia di Pugacev
    
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Cura e traduzione di Mauro Martini
Edizioni integrali
Seguendo le vicende del contrastato amore tra Pëtr Grinëv e Maša Mironova, sullo sfondo di una Russia attraversata dalla rivolta del cosacco Emel’jan Pugačëv, Puškin porta a compimento la propria tormentosa interrogazione sul potere russo iniziata con la tragedia Boris Godunov. Pur ricco di puntuali riferimenti alla storia russa, La figlia del capitano non può essere sbrigativamente etichettato come «romanzo storico», tanto più se paragonato alla Storia di Pugačëv, più fortemente basata su una ricca messe di materiali documentari e di testimonianze. La tensione narrativa, la ricchezza stilistica, la decisa capacità di coinvolgere il lettore fanno della Figlia del capitano e della Storia di Pugačëv due opere godibili che riformulano i grandi temi dello spirito russo restituendone intatto il forte impatto letterario.
Aleksandr Puškin
Aleksandr Sergeevič Puškin (1799-1837), nato a Mosca e morto in seguito alle ferite ricevute in un duello, è il fondatore della letteratura russa moderna e ha incarnato il disagio dell’intellettuale russo di fronte al potere zarista. Fin dal 1819, infatti, si legò agli ambienti progressisti antizaristi ispirati dalle idee illuministiche per cui fu sempre ostacolato dai rappresentanti del regime, forse indiretti responsabili anche della sua morte violenta. Tra le sue opere principali vanno ricordate Evgenij Onegin (1823-1831), Boris Godunov (1825) e I racconti di Belkin (1830).
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